Ottobre - Novembre 2009
La Galleria de’Foscherari inaugura la mostra personale di Germano Sartelli , nella quale saranno esposte le ultime opere da lui realizzate. L’artista , uno dei più interessanti dell’attuale panorama italiano, si è caratterizzato in più di cinquant’anni di attività per la coerenza stilistica e l’implacabile rigore della sua ricerca condotta sulla natura. Non la natura verde, ma un habitat abbandonato , un mondo che conserva degli uomini solo il ricordo . Questo universo non è desolato, ma è colto nelle sue frange marginali, nei suoi frammenti, nei suoi aspetti residuali con frequenti tracce umane divenuti reperti archeologici. Assieme alle foglie secche , alla paglia ,al fieno , alle ragnatele alla terra e ai vimini Sartelli ha creato palpiti poetici con carte strappate , metalli corrosi , lamiere arrugginite ,barattoli schiacciati, mozziconi di sigaretta e carte di mozziconi alonate dalla brace. Quasi che solo la marginalità del frammento consentisse ancora il fare estetico , un fare sottotono dimesso, ma profondo e vibrante come una partitura musicale muta per chi non sa leggere le note e coinvolgente quando viene eseguita. Le ultime carte sembrano segnare un nuovo approdo del nostro artista: la natura è esplosa irradiando i suoi frammenti sulla materia cartacea , quasi un universo appiattito su un foglio le cui meteore sembrano forarlo per andare oltre verso l’ignoto. Su questo piano Sartelli pare anche volerci mostrare come il microcosmo rifletta il macrocosmo: al big bang dell’universo fa riscontro ad esempio l’esplosione di una bottiglia di vino che colora la carta di rosa e vi disegna una fantasia di frammenti vitrei . L’esposizione comprende una quindicina di opere tra carte tele e sculture.




